[Mostly Weekly ~270]

Jerry è Jerry – La fortuna di essere vivi oggi


A cura di Antonio Dini
Numero 270 ~ 5 maggio 2024

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Grazie per aver aperto questa pagina! Mostly Weekly è una newsletter settimanale che esce quando è pronta, realizzata a mano, piena di refusi ma priva di algoritmi (almeno quello).

Di cosa si parla qui? Beh, ad esempio che un pisolino al giorno (opens new window) leva il medico di torno.

Il numero di questa settimana è bello denso e forse un po' predicatorio. Ma abbiate pazienza, sono solo le migliori intenzioni. Se invece pensate che la mia presuntuosa voce sia proprio quella che fa per voi e volete contribuire a sostenere il mio lavoro, potete fare una donazione qui su PayPal (opens new window) in modalità Amici (è una donazione, dopotutto, non una compravendita) oppure contattarmi per sponsorizzare uno o più numeri. Costa poco e dà una botta all'ego che non avete un'idea (il vostro e il mio).

Intanto, buona lettura.



New Yorkers think anyone who doesn’t live in New York is in some sense kidding
– John Updike



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Editoriale

Bambini e acque sporche
La prossima settimana si terrà un nuovo evento di Apple, sempre nel suo recente formato registrato. È stato annunciato ufficialmente (opens new window), anche se ovviamente non hanno anticipato il contenuto. Però le voci dicono che si tratta dell'evento in cui verranno presentati i nuovi iPad dopo due anni (nel 2023 non è uscito nessun nuovo modello) e che avranno il chip M4 (opens new window).

L'idea di un nuovo processore è partita come al solito da Mark Gurman, il giornalista di Bloomberg esperto di indiscrezioni su Apple, e ha attirato l'attenzione del pubblico e degli investitori. Apple, si dice, è indietro con l'AI. Tim Cook deve "recuperare" e lo farà investendo in quest'area, esplosa un anno e mezzo fa grazie a OpenAI e ChatGPT, mentre a Cupertino si erano dedicati all'Apple Vision Pro (opens new window). Per questo, si pensa, Cook ha anche chiuso il progetto dell'auto di Apple, avviato quattordici anni fa: concentrare tutto sull'AI.

Il chip M4 sarebbe la testimonianza tangibile dell'impegno di Apple in questa direzione: la "cosa" che permetterebbe all'azienda di avere la sua AI, cioè un sistema di elaborazione sul dispositivo locale e non nel cloud. Perché la AI di Apple avrebbe la "privacy inside" per gli utenti della mela.

Tuttavia, ci sono vari dubbi che sia quello che succederà veramente. A partire dal fatto che già nell'ultima trimestrale Tim Cook non sembra uno (opens new window) che sta per lanciare una nuova generazione di processori dopo che gli M3 sono stati presentati a novembre (opens new window), cioè poco più di sei mesi fa. Ma forse mi sbaglio (e si sbaglia John Gruber). Vedremo tra poco.

A me interessa però sottolineare che questa la accelerata verso l'AI ovunque, già intrapresa da Microsoft, Google e Meta, sta mettendo pressione su tutte le aziende del settore (con scontri epici anche nell'editoria (opens new window)). I criteri di valutazione sono saltati. Se da un lato ad esempio Meta sta spalmando l'AI ovunque con risultati contrastanti (opens new window) (e più o meno lo stesso accade con Microsoft e Google), dall'altro non c'è più un progetto che venga finanziato se non ha un po' di polverina magica dell'AI. Succede non solo tra i venture capitalist, ma anche dalle nostre parti (opens new window). Quanto si spende per l'AI è diventato un indicatore di "buoni investimenti (opens new window)" a prescindere.

Quello che abbiamo raggiunto con l'AI in questo momento è la promessa di uno strumento molto efficace per alcune cose, che però ancora non ha prodotto un ritorno reale. C'è una spinta verso la speculazione che sta generando anche una bolla, simmetrica al potenziale reale delle tecnologie di AI.

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Ordine Disordine 1
Ordine Disordine 1 ~ Foto © Antonio Dini

Importante

Un record per pochi
Il 2024 sarà l'anno del record per il numero di passeggeri trasportati dagli aerei di linea. Si stima (opens new window) che saranno 4,7 miliardi di persone. Ovviamente, buona parte sono gli stessi che prendono l'aereo più volte. Anzi, proprio pochi che però ne prendono molti. Infatti, a volare è circa l'11% degli 8 miliardi di abitanti del nostro pianeta. I loro spostamenti (i nostri, visto che faccio parte anche io di quella fetta di mondo) equivalgono a una percentuale compresa fra il 4 e il 6 per cento delle emissioni di gas serra. Pochi che inquinano molto (opens new window). I cambiamenti possibili non sono ovviamente legati all'iniziativa del singolo, se non da un punto di vista simbolico, comunque un significato dovrebbe esserci per ognuno di noi (opens new window). In Francia si parla sempre più spesso di limitare il traffico aereo (opens new window), ad esempio, e le iniziative al riguardo sono molte a partire dalle rotte brevi (come Milano-Napoli) eliminate a favore del treno (opens new window). Intanto, un pilota di linea della compagnia aerea elvetica Swiss ha dato le dimissioni (opens new window) proprio per "fare la sua parte" anche simbolicamente.

Strane storie
Il Guardian ha pubblicato (opens new window), un po' di tempo fa, questa storia di due persone scambiate alla nascita. Siamo in Canada e i due uomini, Richard Beauvais ed Eddy Ambrose, entrambi nati lo stesso giorno di 68 anni, ritenevano di avere origini l'uno ucraine e l'altro di nativo. Invece, con dei test del Dna hanno scoperto che non solo non era vero, ma che avevano vissuto ognuno la vita dell'altro. La storia è di quattro anni fa ma è tornata fuori adesso perché Wab Kinew, il neoeletto premier del Manitoba, si è scusato con Beauvais e Ambrose nell'assemblea legislativa della provincia, ribaltando la decisione del precedente governo di negare la responsabilità dell'errore. Questa saga, che incarna gli effetti dannosi delle politiche coloniali canadesi, non è solo dolorosa per le persone coinvolte ma, scrive il Guardian, sottolinea anche la fragilità dell'identità e il significato complesso della famiglia.

Jerry è Jerry
A me manca molto Jerry Seinfeld. Cioè, mi manca Seinfeld, la serie tv. E mi manca anche un po' di quel tempo e di quel modo. Curb Your Enthusiasm non è mai stata la stessa cosa, per me. Nemmeno i programmi di comici in auto che prendono il caffè o cose del genere. Palliativi. Per questo, quando incrocio qualche buona intervista a Jerry Seinfeld (opens new window) ancora mi emoziono e spero di aver trovato un piccolo meccanismo per saltare indietro nel tempo. Qualche volta succede. (Comunque, mamma mia come sono invecchiate le sue mani). E poi, Jerry è sempre Jerry: "Non c'è nulla che io detesti quanto un dilettante. Non mi piace fare qualcosa a un livello mediocre. È bello avere 70 anni, perché si può davvero predicare con una certa autorità: diventa bravo in qualcosa. E basta. Tutto il resto sono stronzate".


Italiana

Made in China
Federico Rampini, Corriere, la mette giù bella diretta: chi è e cosa pensa Xi Jinping (opens new window), il big boss del rinascente "regno di mezzo (opens new window)".

Antibufala
Spiega Paolo Attivissimo (opens new window) che la misteriosa “raccomandata elettronica” da TIM non è una truffa o un malware. Però, a pensar male, vorrebbero farla passare per tale.

Salsicce crude e altre amenità
L'intervista del cuore a Luca Sofri (opens new window). Concordo soprattutto sul giudizio che dà di Milano: parte svantaggiata e non ha angoli di particolare meraviglia.

Dalla carta al bit
Se venerdì 10 passate dalla Fiera del Libro di Torino venite a dirmi ciao: alle 13:30 sono nella Sala Cobalto per un talk intitolato: "Fahrenheit451 dalla carta al bit (opens new window)". Cioè, quando il libro diventa sito web e app. Insieme a me ci sono Fabio D’Ambrosio, Alessandro Gagliardi e Massimo Marabese.


Multimedia

Conseguenze indesiderate
Taylor Swift ha sparato fuori la bomba, il suo nuovo disco. Tanta roba. La cantante americana è la più visibile di un nuovo tipo creatura dello spettacolo: quella che fa i miliardi. E i social amplificano qualsiasi suo vezzo e capriccio e stilema. Compreso il suo Tortured Poets Department (opens new window) con Fortnight (opens new window). Ma il suo lavoro ha anche degli effetti collaterali: la comunità degli amanti delle vecchie macchine da scrivere è terrorizzata e si prepara a resistere (opens new window) alla marea di ragazzine e ragazzini che saccheggeranno il mercato per avere quel misterioso oggetto che Taylor e Post Malone utilizzano con tanta disinvoltura.

‌(Poesie che non lo erano)
Tra l'altro, non è un video, ma c'è chi si è chiesto (opens new window) se le canzoni di Taylor Swift sono davvero poesie oppure no. La risposta ovviamente non esiste perché la poesia e la canzone sono forme che appartengono a un contenitore più ampio, oltretutto cangiante con il mutare delle culture. Tuttavia, la tendenza all'essere didascalica di Swift non è unica ma fa parte dello spirito del tempo attuale, dove le cose e i sentimenti soprattutto vengono sempre spiegati esplicitamente, sai mai che qualcuno non ci arrivasse da solo (film, serie tv, romanzi, canzoni appunto).

Long test
Come va l'iPad mini? Due anni dopo, e a poche ore dall'arrivo della nuova generazione, un minimalista fa la "recensione lunga" (opens new window): a me questi minimalisti un po' mi perplimono e un po' mi affascinano.

Il cattivo della tecnologia
L'idea è niente male: un video che spiega perché (opens new window) adesso i Raspberry Pi stanno passando per i "cattivi" del mondo degli hobbisty, mentre volendo si possono comprare un'abbondanza di mini-PC più o meno per la stessa cifra. Ma con Windows.

Lego o non Lego?
Ci sono quelli che lavorano per la Lego e fanno i set che vengono venduti e ci sono gli artisti che usano i pezzi di Lego per fare le loro cose. Questo in particolare (opens new window) fa opere d'arte (particolari) tutte solo con pezzi neri. Alcune sono molto belle.

Solo Solo
Questo ragazzo gira il Giappone in treno e autobus e fa dei video sottotitolati che sono uno spettacolo. Fin troppo calmi. Come queste dieci ore (opens new window) sul treno notturno di prima classe "Alba Express". Però che spettacolo.


Tsundoku

Una voce
È morto Paul Auster (opens new window), lo scrittore americano che forse ha impersonato l'idea di New York (opens new window) (era nato nel New Jersey e viveva a Brooklyn, di cui era il santo patrono letterario, come scrive il New York Times (opens new window)). Questa vecchia intervista del 2002 (opens new window) racconta molto dell'autore. Che bella voce, tra l'altro. "I paragrafi di Paul Auster erano un marciapiede in movimento - era più facile restarci sopra che scendere - e si poteva leggere per ore, mentre le sue trame si attorcigliavano e si trasformavano". Qui un'altra intervista del 2018 (opens new window), riflessiva ma sempre molto lucida e viva.

In una galassia lontana lontana
George Lucas l'aveva pensata come una variazione sul tema di "C'era una volta, tanto tempo fa", visto che Star Wars non è fantascienza se non nel modo con il quale rappresenta i suoi personaggi e i fondali della narrazione, ma a prenderlo alla lettera c'è chi si è chiesto: "Ma esattamente quanto tempo fa e in una galassia quanto lontana è accaduto tutto quanto?". Beh, ecco la risposta migliore (opens new window) (oltre che praticamente l'unica), contenuta ne La fisica di Star Wars (opens new window) di Patrick Johnson.

Colonne portanti
Ci penso praticamente tutti i giorni quando sono a casa nel mio home-office (come dicono quelli fighi). Lo faccio perché lo vedo: Buck Danny. L'integrale (1946-1948) (opens new window) e gli altri tre volumi immediatamente successivi. Non ne ho altri, sarebbero troppi (penso e troppo costosi da comprare. La saga a fumetti di Jean Michel Charlier e Victor Hubinon è bella ma non così bella. Ad averci pensato prima avrei dovuto orientarmi su classici senza tempo come Tintin, Blake e Mortimer o Asterix. Ma non erano all'altezza. Letteralmente. Il punto infatti è che, oltre al fatto che mi piacciono gli aerei, avevo bisogno di un bello spessore sul quale tenere rialzato il mio monitor. Un vecchio Apple Led Cinema Display da 24 pollici del 2008. Niente risoluzione retina, casse integrate, luminosità mai sopra il 20% del totale: così non scalda e non consuma tanto. Ci si vede benissimo e ci sono passate davanti più della metà delle parole che ho scritto in questi ultimi quindici anni. Gli ho attaccato praticamente tutto: due Mac mini, almeno tre se non quattro MacBook Air. Oggi lo uso con un adattatore cinese da dieci euro per collegare la sua mini-display Port con la Usb-C del Mac mini M1. Va che è una favola. E se non ci fossero i Buck Danny - L'integrale che fanno da spessore, non saprei come fare. Forse è ancora un filo basso: quasi quasi compro il quinto, lo leggo e poi glielo lo metto sotto.



D3C

Mostly Sponsor: D3C ~ Piacere di fare la vostra consulenza (opens new window)


Coffee break

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Al-Khwarizmi

Tutta un'altra musica
In queste settimane sto provando un player da riga di comando alternativo. Anziché cmus (opens new window) (git (opens new window)), che alla fine uso da tipo quindici anni quando non ho voglia di sorgenti audio alternative sul Mac, sto giocando con Musikcube (opens new window) (sito (opens new window))(git (opens new window)). Mi piace assai, devo dire. Avevo guardato anche Kew (opens new window) ma non mi riesce farlo funzionare, mannaggia.

mfp
A margine, se volete divertirvi dal browser, c'è sempre Music For Programmers (opens new window). Che in teoria potrebbe anche essere "suonato" dal terminale ad esempio con mpf (opens new window) o MusicForProgramming (opens new window) o (credo) Code Radio CLI (opens new window).

Documenti online
Sembra banale ma pubblicare testi lunghi e strutturati sul web (documenti, libri) non è così banale. La mia (troppo laboriosa) soluzione è stata questa (opens new window). Se invece avete bisogno di mettere online della documentazione che funziona? Pare che Docusaurus (opens new window) sia interessante. L'ho scoperto guardando la documentazione di Beepy (opens new window), a sua volta un progettino niente male (opens new window) per mettere assieme un Raspberry Pi Zero W, una tastiera di Blackberry e uno schermino da 400x240 pixel (più una scocca stampata in 3D) e creare un cyberdeck di nicchia nella nicchia.

Migrazioni
Avevo fretta. Era parecchio che non me ne occupavo. In realtà non ci ho mai capito molto, è solo smanettamento. Insomma, per fare la migrazione di due Raspberry Pi con Dietpi alla Debian Bookworm (opens new window) passando per la Debian Bullseye (opens new window), mi sono fatto aiutare da ChatGPT. E vi posso dire che è stato davvero molto, molto facile. Non l'ha fatta lui, chiaramente, mentre io dovevo sapere come muovermi. Ma mi ha aiutato a capire tutti i problemi ed eventuali errori che ho incontrato seguendo le indicazioni preparate da quelli di Dietpi (opens new window). Il prossimo progetto? Stavo pensando di cambiare la rete mesh di casa con una fatta totalmente da me (opens new window). O forse è meglio mettere su quel dannato firewall?


Ordine Disordine 2
Ordine Disordine 2 ~ Foto © Antonio Dini

La coda lunga

Ricchi che lo erano
Ognuno legge quel che può. Gli articoli sulle vacanze del jet-set su yacht di lusso alle Galapagos (nel caso particolare è Vogue, ma di questo tipo ce ne sono ovviamente altri (opens new window)) cioè che parlano di vacanze che costano come quello che guadagno in un anno (e non faccio esattamente l'operaio) mi sono sempre chiesto chi li legga. E soprattutto perché. Per sognare? Per stare male anche se avrebbero tutto per star bene?

L'essere umano esiste da 192mila anni circa. Siamo in 8 miliardi, ma il totale di quelli che sono vissuti finora (opens new window) (e morti) è di circa 109 miliardi di persone (117 miliardi, se aggiungiamo anche noialtri). Per via di come è strutturata la progressione demografica, circa la metà (più di 50 miliardi) dei nostri antenati è vissuta negli ultimi duemila anni.

Quindi, noi che siamo vivi adesso e ci troviamo in paesi sviluppati rappresentiamo meno dell'1% del totale dell'umanità. E siamo quelli che hanno le migliori aspettative di vita, il miglior cibo, la miglior sanità e le migliori medicine. Abbiamo una cultura straordinaria: musica, intrattenimento, ma anche ambiti di studio, di lavoro intellettuale oltre che fisico, sport, conoscenza, aspirazioni, capacità di immaginare il futuro e di conoscere il passato che nessuno ha avuto prima di noi. Neanche i re e gli imperatori. Sappiamo leggere e scrivere, abbiamo libri, giornali, radio, televisione, Internet e tutto il resto. Siamo la migliore versione dell'umanità che sia mai esistita. Ed è una cosa recentissima: solo nel 2007 la maggior parte degli esseri umani ha iniziato a vivere in città e solo nel 2018 la maggior parte ha avuto accesso a Internet.

Soprattutto, a differenza dell'era preistorica, in cui la metà dei morti erano bambini piccolissimi, oggi è estremamente raro (anche se purtroppo accade) che muoia un bambino. Solo questo cambia tutto, non trovate?

Insomma, siamo oggettivamente quelli che stanno meglio di tutti. Eppure siamo anche soggettivamente quelli che stanno peggio: stress, ansia, preoccupazioni, disturbi alimentari, mentali, sociali. E poi l'alienazione del lavoro, il tempo personale condizionato dall'esterno, la violenza sociale, il bullismo e le costrizioni di vario genere, i modelli tossici e soprattutto un mondo aspirazionale attorno a noi (lo yacht alle Galapagos, per dire) che è totalmente irreale oltre che irrazionale. Estremamente frustrante e per molti doloroso, tossico, capace di avvelenare l'animo.

Dovremmo essere incredibilmente grati a qualsiasi cosa crediamo (lanci di dadi inclusi) perché siamo vivi oggi. Siamo quelli che oggettivamente stanno meglio di tutti. Eppure, siamo quelli che soggettivamente stanno peggio. Buffo, no?





“A man must love a thing very much if he practices it without any hope of fame or money, but even practice it without any hope of doing it well. Such a man must love the toils of the work more than any other man can love the rewards of it”

– G.K. Chesterton


END




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